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18 settembre 2026
La storia di Lucia Battiloro: da Torre del Greco al gioiello che ascolta
Figlia di artigiani del corallo e dei cammei di Torre del Greco, poi coach e formatrice PNL tra Francia e Monaco, poi artigiana in Inghilterra. La storia di Lucia Battiloro è la storia di due tradizioni che si fondono in ogni pezzo BBLux
Ci sono storie che sembrano formate da parti distanti tra loro. Quella di Lucia Battiloro è invece una storia di convergenza: ogni capitolo prepara il successivo, ogni scelta porta a quella dopo, e quello che all'inizio sembra un cambio di rotta si rivela, guardando indietro, una direzione che non è mai cambiata davvero.
Le radici: Torre del Greco e la tradizione del corallo
Lucia nasce in una famiglia di artigiani di Torre del Greco, la città campana che da secoli è capitale mondiale della lavorazione del corallo e dell'incisione dei cammei. Crescere in quel contesto significa crescere a contatto con una visione precisa del lavoro: la materia si trasforma con le mani, ogni oggetto porta la firma di chi lo ha fatto, e la bellezza non è mai separata dal significato.
Il corallo, i cammei, le perle — non sono materiali astratti per Lucia. Sono parte della memoria familiare. Sono gli oggetti che ha visto lavorare da bambina, i gesti che ha imparato a riconoscere prima ancora di capirli. Questa radice non la abbandonerà mai: tornerà, molto più avanti, come fondamento del lavoro che farà con BBLux.
La passione per la psicologia: Francia e Principato di Monaco
Accanto alla tradizione artigianale, Lucia coltiva fin da giovane una passione parallela: la psicologia. Non nel senso accademico — non è una psicologa — ma nel senso più profondo e curioso del termine: la domanda su come funzionano le persone, come comunicano, cosa li muove, cosa li blocca.
Questa passione la porta lontano da Torre del Greco. Per oltre dieci anni, Lucia vive tra la Francia e il Principato di Monaco, due contesti cosmopoliti e multiculturali in cui incontra approcci diversi alla comunicazione, alla crescita personale, al rapporto tra identità e immagine. È qui che si avvicina al coaching e alla PNL — Programmazione Neuro-Linguistica — non come strumento professionale calato dall'alto, ma come risposta a domande che portava con sé da sempre.
Il coaching e la PNL le offrono un linguaggio preciso per qualcosa che già sapeva fare in modo istintivo: ascoltare le persone oltre le parole, leggere i segnali non verbali, aiutare qualcuno a trovare ciò che cerca senza ancora saperlo nominare.
L'Inghilterra: dove le due tradizioni si incontrano
Quando Lucia arriva in Inghilterra, porta con sé due storie apparentemente separate: quella delle mani — la tradizione artigianale di Torre del Greco — e quella dell'ascolto — il coaching, la PNL, gli anni vissuti tra culture diverse. In Inghilterra, viaggiando e conoscendo un contesto culturale ancora diverso da quelli mediterranei e continentali che aveva già attraversato, queste due storie trovano finalmente un punto di incontro.
Riprende a lavorare con i materiali della sua famiglia — corallo, perle, cammei — ma con uno sguardo nuovo. Non più quello dell'artigiana che replica una tradizione, ma quello di qualcuno che ha capito, attraverso anni di ascolto professionale, che ogni oggetto che una persona sceglie di portare addosso racconta qualcosa di preciso su chi è, su cosa vuole comunicare, su dove si trova nella propria vita.
È da questa sintesi che nasce BBLux.
Il gioiello come linguaggio: ascoltare per creare
Il contributo più originale di Lucia al mondo del gioiello non è tecnico — anche se la qualità artigianale dei suoi pezzi è fuori discussione. È metodologico. Lucia porta nel processo creativo le stesse domande che portava nelle sessioni di coaching: per chi è questo pezzo? Cosa deve dire? Su quale parte del corpo andrà, e perché proprio lì?
Questa attenzione al significato intrinseco del gioiello non è un'aggiunta decorativa alla creazione. È il punto di partenza. Un braccialetto non è uguale a un anello, e un anello sull'indice non dice la stessa cosa di un anello al mignolo. Una collana che posa sul petto parla in modo diverso da un choker che abbraccia il collo. Ogni scelta è un segnale, e Lucia ha dedicato anni a imparare a leggerli — e ora a tradurli in forma.
Anelli che Parlano: il libro
Nel 2026 Lucia pubblica su Amazon Kindle "Anelli che Parlano" — un volume che raccoglie anni di ricerca e osservazione sul significato degli anelli: perché si indossano, su quali dita, in quali momenti della vita, in quali culture. Non un manuale di gioielleria, ma un'esplorazione del rapporto tra il corpo, gli ornamenti e l'identità.
Il libro è la prova più concreta di un percorso che non si è fermato alla creazione artigianale ma ha prodotto anche pensiero, ricerca, un contributo scritto che resta. E che dice, meglio di qualsiasi descrizione di prodotto, chi è Lucia Battiloro e perché i gioielli che crea non assomigliano a nessun altro.
Perché questo conta per chi sceglie BBLux
Ogni pezzo BBLux è unico — ma non nel senso in cui lo dice quasi ogni brand artigianale. Non è unico perché irripetibile nel senso fisico. È unico perché personalizzato e ricco di significato intrinseco: nasce da un ascolto reale della persona che lo porterà, da una comprensione profonda di cosa quel gioiello deve fare, di cosa deve comunicare, di dove va posato sul corpo e perché.
Dietro questa unicità c'è una storia lunga: Torre del Greco, il corallo, i cammei, anni tra Monaco e Parigi, il coaching, la PNL, l'Inghilterra, e infine un libro. Se vuoi che il tuo prossimo gioiello sia qualcosa di questo genere — non solo bello, ma significativo — il nostro configuratore è il punto di partenza.
